Server fisico, virtualizzato, cloud privato, AWS o Azure: cosa scegliere?

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Server fisico, virtualizzato, cloud privato, AWS o Azure: cosa scegliere?

Sei modi di ospitare i server della Sua azienda, confrontati in base alla resistenza ai guasti, al costo reale (compresi i costi nascosti del cloud) e alla sovranità dei dati.

Aggiornato il 17 ottobre 2026 · Le fonti dei dati sono indicate a fondo pagina; le valutazioni sono di IT CyberWall.

Le sei soluzioni in breve

I Suoi software (contabilità, gestione commerciale, posta elettronica, file condivisi, sito web) funzionano su server. Dove e come sono ospitati determina tre cose: cosa succede in caso di guasto, quanto paga davvero e quale diritto si applica ai Suoi dati. Ecco le sei principali soluzioni, senza gergo tecnico.

  1. Un solo server fisico. Una macchina, nei Suoi locali o noleggiata presso un hosting provider, che esegue direttamente i Suoi software.
  2. Più server fisici collegati in rete (cloud «bare metal»). Macchine dedicate noleggiate presso un hosting provider e collegate tra loro; ognuna ha un ruolo (file, database, sito…).
  3. Un server fisico virtualizzato. Un’unica macchina suddivisa da un hypervisor in più server virtuali isolati tra loro.
  4. Server virtualizzati in modalità cloud (cloud privato). Più macchine riunite in cluster sotto lo stesso hypervisor: se una si guasta, i server virtuali si riavviano su un’altra.
  5. Amazon Web Services (AWS). Il cloud pubblico di Amazon: Lei noleggia server virtuali e servizi, fatturati in base all’uso.
  6. Microsoft Azure. Il cloud pubblico di Microsoft, con lo stesso principio di fatturazione in base all’uso.

Il confronto in una tabella

Valutazione di IT CyberWall per una PMI o una media impresa. «Variabile» significa che il risultato dipende soprattutto dalla configurazione scelta.

CriterioSolo fisicoFisici collegatiFisico virtualizzatoCloud privato virtualizzatoAWSAzure
Se una macchina si guastaFermo fino alla riparazioneFermo del ruolo interessatoFermo di tutti i server virtualiRiavvio su un’altra macchinaVariabile (a seconda dell’architettura pagata)Variabile (a seconda dell’architettura pagata)
Aggiungere potenzaCambiare macchinaAggiungere una macchinaNei limiti della macchinaAggiungere una macchina al clusterMolto rapidoMolto rapido
Fattura prevedibileSìSìSìSìNo, fatturato in base all’usoNo, fatturato in base all’uso
Costi accessori (traffico, dischi)BassiDa bassi a nulli a seconda dell’hosting providerBassiDa bassi a nulli a seconda dell’hosting providerNumerosi, vedi sottoNumerosi, vedi sotto
Cambiare fornitoreReinstallazioneReinstallazioneCopia dei server virtualiCopia dei server virtualiPossibile, servizi proprietari da sostituirePossibile, servizi proprietari da sostituire
Diritto applicabile ai datiQuello del luogo e del fornitore sceltiQuello dell’hosting providerQuello del luogo e del fornitore sceltiQuello dell’hosting providerDiritto statunitense applicabile (CLOUD Act)Diritto statunitense applicabile (CLOUD Act)
Competenze necessarieBasseMedieMedieElevate (a carico del fornitore)Elevate, specifiche per AWSElevate, specifiche per Azure

Vantaggi e svantaggi

Un solo server fisico

Pro: semplice, costo fisso, Lei sa dove si trova la macchina. Contro: un guasto hardware ferma tutto; cambiare macchina obbliga a reinstallare tutto; la potenza è spesso sottoutilizzata.

Più server fisici collegati

Pro: i ruoli sono separati, un guasto ne ferma solo una parte; molti hosting provider europei includono il traffico. Contro: ogni macchina resta un punto debole per il proprio ruolo; più hardware da pagare e da mantenere.

Server fisico virtualizzato

Pro: una macchina sfruttata al meglio, server isolati tra loro, snapshot prima di ogni aggiornamento, server trasferibili. Contro: la macchina fisica resta unica: se si guasta, tutti i server virtuali si fermano. Un backup esterno è indispensabile.

Server virtualizzati in modalità cloud (cloud privato)

Pro: i vantaggi della virtualizzazione, più il riavvio automatico su un’altra macchina in caso di guasto; capacità e costo noti; scelta del paese e dell’hosting provider. Contro: almeno due o tre macchine da finanziare; l’architettura richiede una vera competenza, che deve essere fornita dal fornitore.

AWS e Azure

Pro: potenza disponibile immediatamente, centinaia di servizi pronti all’uso, presenza mondiale; ideale per un carico molto variabile o un progetto internazionale. Contro: fattura difficile da prevedere, numerosi costi accessori, dipendenza dai servizi proprietari, soggezione al diritto statunitense. Anche le grandi organizzazioni faticano a tenere sotto controllo queste spese: nell’indagine Flexera 2025, l’84% degli intervistati indica la gestione della spesa cloud come la propria principale sfida, e i budget cloud superano già i limiti previsti del 17% [6].

Il costo reale: i costi nascosti del cloud

Su AWS e Azure, il prezzo indicato del server è solo una parte della fattura. Ecco le voci che spesso si scoprono a posteriori.

Il traffico in uscita (dati che lasciano il cloud)

Far entrare i dati è gratuito, farli uscire è a pagamento: ogni pagina inviata a un visitatore, ogni file scaricato da un dipendente, ogni backup copiato altrove.

Traffico in uscita verso internetAWS (USA ed Europa)Azure (Europa e Nord America)
Incluso ogni mese100 GB [1]100 GB [2]
Fino a 10 TB0,09 $ per GB [1]0,087 $ per GB [2]
Esempio: 1 TB in uscita al mese≈ 81 $≈ 78 $
Esempio: 10 TB in uscita al mese≈ 891 $≈ 861 $

Esempi calcolati da IT CyberWall sulla base dei listini pubblicati, IVA esclusa, con 1 TB = 1 000 GB e dopo la deduzione dei 100 GB inclusi.

A titolo di confronto, i server dedicati Scale di OVHcloud includono una banda pubblica di 1 Gbit/s garantita, con traffico in entrata e in uscita illimitato e gratuito (esclusa la regione Asia-Pacifico) [4], e i server cloud Hetzner in Europa includono 20 TB di traffico al mese, poi circa 1 € per TB [5].

Il traffico interno

Su AWS, anche il traffico tra due zone della stessa regione è fatturato (0,01 $ per GB in ciascuna direzione), e un gateway NAT, spesso necessario perché i server accedano a internet, costa 0,045 $ per GB elaborato [1].

I dischi e le loro prestazioni (I/O)

Un disco AWS gp3 costa 0,08 $ per GB al mese. Include 3 000 operazioni al secondo (IOPS) e 125 MiB/s; oltre questa soglia, ogni IOPS aggiuntiva è fatturata 0,005 $ al mese e il throughput aggiuntivo è fatturato a parte. Gli snapshot (copie del disco) costano 0,05 $ per GB al mese [3]. Esempio: un disco da 500 GB a 6 000 IOPS costa circa 55 $ al mese, snapshot esclusi.

Le licenze dell’hypervisor

Questo costo esiste anche al di fuori del cloud pubblico. Dopo l’acquisizione di VMware, Broadcom ha eliminato le licenze perpetue a favore di abbonamenti triennali venduti a pacchetti; alcuni membri del CISPE (associazione dei fornitori cloud europei) hanno segnalato aumenti dall’800 al 1 500% [7]. Al contrario, Proxmox VE è un software libero con licenza AGPLv3 [8]. Padroneggiare l’hypervisor significa poter cambiare fornitore se le condizioni non sono più adatte.

Sovranità: quale diritto si applica ai Suoi dati?

La posizione dei server non basta: conta la nazionalità del fornitore. Il CLOUD Act statunitense, firmato il 23 marzo 2018, obbliga i fornitori statunitensi a comunicare, su richiesta legale, i dati in loro possesso o sotto il loro controllo, che si trovino negli Stati Uniti o altrove [9]. AWS e Azure vi sono soggetti, anche per server installati in Europa.

Il 15 gennaio 2026 AWS ha aperto l’«AWS European Sovereign Cloud», una regione situata nel Brandeburgo (Germania), presentata come diretta da una struttura e da filiali europee e gestita esclusivamente da residenti dell’Unione [10]. La sua portata giuridica rispetto al diritto statunitense va valutata dal Suo consulente legale.

In Francia, la qualifica SecNumCloud dell’ANSSI stabilisce il livello più esigente: dalla versione 3.2, un fornitore con sede al di fuori dell’Unione europea, o che dipende finanziariamente da società non europee, non può più essere qualificato [11].

Poter cambiare: il regolamento europeo sui dati (Data Act)

Il Data Act si applica dal 12 settembre 2025. I costi per il cambio di fornitore cloud sono già limitati ai costi diretti e saranno vietati a partire dal 12 gennaio 2027; il preavviso non può superare due mesi e la transizione 30 giorni, salvo impossibilità tecnica [12] [13]. Attenzione: il traffico in uscita derivante dall’uso normale (i Suoi visitatori, i Suoi dipendenti, una configurazione multi-cloud) resta fatturabile [12].

Il nostro consiglio

Cosa consigliamo alla maggior parte delle PMI e delle medie imprese: server virtualizzati presso un hosting provider europeo, con un hypervisor che amministriamo per Lei (Proxmox VE, VMware, Virtuozzo o Hyper-V a seconda dell’hosting provider o della Sua scelta), in cluster se il fermo dei Suoi strumenti Le costerebbe caro.

  • Un costo noto: capacità noleggiata, traffico generalmente incluso, nessuna sorpresa legata all’I/O.
  • La scelta del paese e del diritto applicabile, in base alla Sua attività e ai Suoi clienti.
  • Server trasferibili da una macchina, da un hosting provider o da un paese all’altro (vedi la nostra guida alla migrazione).
  • Un backup esterno presso WeDoBack, cifrato end-to-end e replicato su più server e paesi europei (vedi la nostra guida al backup).
  • Una gestione quotidiana: aggiornamenti, monitoraggio 24 ore su 24, sicurezza, a cura dei nostri tecnici.

AWS o Azure restano pertinenti per un carico molto variabile, un servizio proprietario indispensabile o una presenza mondiale. Sappiamo anche costruire un’architettura ibrida che collega i Suoi server virtualizzati a questi cloud, limitando il traffico fatturato.

Scegliamo insieme il Suo hosting

Descriva i Suoi software, i Suoi utenti e i Suoi vincoli. Le proporremo l’hosting adatto e il suo costo reale.

Fonti

Fonti consultate il 17 ottobre 2026. Le tariffe dei fornitori sono indicate IVA esclusa, nella valuta e nella regione del listino pubblicato, e possono cambiare: verifichi sempre la pagina ufficiale prima di decidere.

  1. Rilevazione delle tariffe AWS per il trasferimento dati (EC2), verificata a giugno 2026 — egresscost.com/aws/data-transfer-pricing
  2. Microsoft Azure – Tariffe della larghezza di banda — azure.microsoft.com/en-us/pricing/details/bandwidth/
  3. Tariffe Amazon EBS gp3 e snapshot (Cloudburn); pagina ufficiale AWS: aws.amazon.com/ebs/pricing — cloudburn.io/blog/amazon-ebs-pricing
  4. OVHcloud – Services inclus avec les serveurs Scale — www.ovhcloud.com/fr/bare-metal/scale/services-included/
  5. Rilevazione delle tariffe del traffico Hetzner Cloud — egresscost.com/hetzner
  6. Flexera – Comunicato del rapporto State of the Cloud 2025 (19 marzo 2025) — www.flexera.com/about-us/press-center/new-flexera-report-finds-84-percent-of-organizations-struggle-to-manage-cloud-spend
  7. Network World – Aumenti di prezzo VMware in Europa sotto Broadcom (23 maggio 2025) — www.networkworld.com/article/3994107/VMware-customers-in-europe-face-up-to-1500-price-increases-under-broadcom-ownership.html
  8. Proxmox – Comunicato Proxmox VE 8.2 (licenza AGPLv3) — proxmox.com/en/about/company-details/press-releases/proxmox-virtual-environment-8-2
  9. WilmerHale – Analisi del CLOUD Act (marzo 2018) — www.wilmerhale.com/en/insights/blogs/wilmerhale-privacy-and-cybersecurity-law/congress-enacts-law-clarifying-reach-of-warrants-for-overseas-data
  10. Amazon – Lancio dell’AWS European Sovereign Cloud (15 gennaio 2026) — press.aboutamazon.com/aws/2026/1/aws-launches-aws-european-sovereign-cloud-and-announces-expansion-across-europe
  11. Cloud Temple – Standard SecNumCloud 3.2; standard ANSSI: cyber.gouv.fr — www.cloud-temple.com/en/documentary-base/secnumcloud-standard-3-2/
  12. WZ-IT – Data Act: fine dei costi di cambio fornitore nel 2027 (articoli 25, 29 e 34) — wz-it.com/en/blog/data-act-switching-charges-2027/
  13. Regolamento (UE) 2023/2854 (Data Act) – EUR-Lex — eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/2854/oj

Il backup e il ripristino sono gestiti da WeDoBack.